lunedì 18 luglio 2011

Hasta la casta, Unità

Hasta la casta, Unità: "

Sardo28


Sulla nuova ‘Unità’ avrei anche steso un pietoso velo di silenzio se non avessi letto oggi questo editoriale contro la “facile caciara anti casta”, altrove definita nel pezzo anche “isteria anti casta”.




All’Unità non interessa evidentemente fare inchieste civili e battaglie pacate sui troppi privilegi dei parlamentari, sugli stipendi e sui benefit oltre ogni misura, sulle mille auto blu che girano a sirene spiegate, sugli amici nei voli di Stato, sulla difesa bipartisan delle province, sui portaborse sottopagati perché il deputato ci fa pure la cresta.


No, meglio fare un po’ di complottismo secondo il quale «la degenerazione del ceto politico viene enfatizzata per occultare alcuni nodi storici di fondo».


E ancora, il vecchio ricatto: «Mandare in malora i partiti ha finito per affidare il potere all’azienda», come se a forza di scaragnare soldi pubblici non fossero gli stessi partiti (non tutti e non in modo uguale, certo) a mandarsi in malora da soli, in termini di reputazione, senza bisogno di alcuna regia misteriosa che che ne rovini l’immagine.


Davvero non capisce, l’Unità di Claudio Sardo, che i peggiori nemici dei partiti come preziosi strumenti di democrazia sono quelli che ne fanno invece privati strumenti di guadagno?


Davvero non capisce che questa “isteria anticasta” – anche nelle sue declinazioni più biliose e semplificatorie – è solo l’esito di chi ha fatto per troppo tempo della politica un mezzo per far svoltare il proprio reddito e la propria posizione sociale?


E davvero non capisce, infine, che l’unico modo per mettere fine a tanta “isteria” non è accusarla di intelligenza con il nemico, ma al contrario azzerarne le cause, cioè i privilegi della casta medesima?

"

martedì 12 luglio 2011

L'analisi dell'agente ...

L'analisi dell'agente ...: "

L'analisi dell'agente Spread

Lo chiamerò così, perché il nostro 'agente' preferisce restare anonimo. L'agente Spread guarda al nostro Paese da lontano, ma ha informazioni precise e rigorose. Ecco quanto ci scrive:

Per capire quello che sta accadendo bisogna comprendere due fattori molto importanti che caratterizzano i mercati finanziari: mentre il secondo è un elemento costante dei mercati, il primo è più tipico di questi giorni:

- la Grecia prima o poi andrà in default, che è un termine tecnico per dire che non è in grado di ripagare il suo debito pubblico e che chi ha prestato soldi alla Grecia non riuscirà a riavere indietro tutti i suoi soldi, ma solo una parte. Su quanto i creditori riusciranno a recuperare c'è molta incertezza, e tutto questo rende gli investitori molto nervosi;
- con la globalizzazione, i mercati finanziari sono diventati come grandi greggi di pecore; gli investitori guardano si all'andamento dell'economia dei singoli paesi, ma soprattutto guardano a quello che fanno gli altri investitori; se si rendono conto che il mercato va tutto in una direzione, tendono a seguire questa direzione per minimizzare le perdite, o comunque per evitare di rimanere con dei titoli o azioni che non valgono un granché.

In questo contesto, tutti hanno paura di fare mosse e si guardano intorno per cercare di capire come andrà il mercato per cercare di anticipare ogni mossa.

A questo punto si inseriscono due eventi: la riduzione del rating dell'Italia da parte di Moody's e S&P e la manovra, quest'ultima unita alle discussioni interne al governo.

La riduzione del rating ha reso gli investitori molto prudenti con l'Italia, ha fatto si che gli investitori puntassero l'attenzione su ciò che avviene nel nostro paese per capire futuri sviluppi.

Poi è arrivata la manovra: di per sé, nonostante quello che si dice, la manovra è insufficiente, perché un quarto dei tagli si basa su misure che si devono ancora decidere. In piu' le misure devono essere implementate fra due anni, e noi italiani non siamo tanti bravi a mantenere gli impegni. Su tutto questo poi si sono sovrapposti i giochini all'interno del governo, che hanno indebolito l'unica persona del governo su cui sia gli investitori che le istituzioni internazionali hanno fiducia, Tremonti.

A questo punto, gli investitori più avversi al rischio hanno cominciato a ritirarsi dal mercato italiano per vedere come si sviluppavano le cose. Questo ritiro di fondi normalmente non averebbe avuto grandi effetti, ma visto il nervosismo che la situazione greca ha generato, questo è stato il segnale che ha innescato "l'effetto gregge" e le cadute degli ultimi due giorni. La reazione della Consob poi, ha solo peggiorato le cose perché ha dato un ulteriore segnale di difficoltà da parte delle istituzionoi italiane.

Sintetizzando: visto l'estremo nervosismo causato dalla situazione greca, la comunicazione della politica economica diventa ancora più importante della sua sostanza. Difatti, nonostante l'insufficienza della manovra Tremonti, la situazione italiana è dieci volte migliore di quella spagnola o portoghese e cento volte meglio di quella greca.
Ma quello che il governo non ha capito è che in queste situazioni non si possono fare i giochini con i conti pubblici altrimenti "il gregge" punisce. Se a questo poi si unisce una certa debolezza (cioè troppo poco capitale proprio) delle banche italiane, allora ecco che si arriva a cosa e' successo negli ultimi due giorni, con le banche colpite e con gli interessi pagati sul debito pubblico italiano alle stelle.

Ora, nel governo c'è bisogno di stare in silenzio e di parlare con il fare. Poche discussioni e decisioni, senza troppe recriminazioni su speculatori o contro le agenzie di rating; fare senza lamentarsi, i lamenti sono solo ulteriori segnali di debolezza. E poi bisogna sperare, perché non dipende tutto da noi, a questo punto.

Pubblicato da civati | Commenti (15)


Cita il post nel tuo blog Segnala il post Aggiungi su del.icio.us Aggiungi su digg.com Aggiungi su Google Aggiungi su Yahoo Aggiungi su Technorati Aggiungi su Badzu Aggiungi su Facebook Aggiungi su OKNOtizie Aggiungi su Twitter Aggiungi su Windows Live Aggiungi su MySpace Aggiungi su FriendFeed"

giovedì 7 luglio 2011

Nel PdL ritrovata l'unanimità: "Brunetta è un cretino"

Nel PdL ritrovata l'unanimità: "Brunetta è un cretino": "Tutti hanno visto il video, mitico, nel quale lo Stato Maggiore del PdO (Partito degli Onesti), concorda sul fatto che Brunetta sia un cretino. Opinione che finalmente ha visto maggioranza e opposizione ritrovare l'unanimità su qualcosa (unico astenuto: Daniele Capezzone). Pochi invece hanno visto lo stesso video commentato da quel produttore di cianuro che risponde al nome di Francesco Merlo. Da non perdere: [Il film muto 'Brunetta è un cretino' commentato da Francesco Merlo]"