lunedì 27 febbraio 2012

Dove ci vuol portare la signora Fornero

Dove ci vuol portare la signora Fornero:

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Io credo che non sia ancora chiaro a tutti quello a cui stanno portando l’elegante sorriso e le commosse lacrime della signora Elsa Fornero.


Quando si arriva a dire che il welfare «era un sogno» e che anzi «l’unico vero welfare nella storia di questo paese l’hanno fatto San Giuseppe Benedetto Cottolengo e San Giovanni Bosco», si dice una cosa sola: che il welfare non è una questione di cui si deve occupare la società – attraverso lo Stato, gli enti locali o altro – ma è soltanto carità. Nuda, nudissima carità. A cui possono pensare, se ne hanno voglia, i benefattori e i santi, alla cui generosità quindi i ceti meno abbienti – ma anche i disabili, gli anziani e così via – devono rassegnatamente affidarsi.


La cultura che c’è dietro non è inedita, si sa: è quella che per semplicità possiamo chiamare ‘americana’ (o se volete ‘protestante’) in base alla quale lo Stato interviene il meno possibile nel riequilibrare la forbice tra ricchi e poveri, compito lasciato alla liberalità dei singoli, attraverso fondazioni o opere di beneficenza. Non è la comunità che deve occuparsi in qualche modo di scuole, ospedali, asili nido, sussidi di disoccupazione e così via. Sono i privati buoni, se ne hanno voglia.


E’ una filosofia che, ovviamente, non ha nulla a che fare con le ‘politiche sociali’ delle quali il ministro ha in teoria la delega. Anzi, è esattamente il suo contrario.


E qualcuno dice ancora che questo non è un governo di destra.

1 commento:

  1. Ma possibile che nato politicamente democristiano mi stiano portando a morire KKKKomunista????

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