martedì 7 febbraio 2012

Una sorta di onestà

Una sorta di onestà:

marco follini


«E poi ci sono quelli che hanno violato le leggi sul finanziamento della politica, ma non hanno mai trattenuto un centesimo per se stessi. Gente che non può essere citata a modello, eppure ha conservato in fondo all’animo una sorta di onestà e non merita di essere confusa con alcune bande che si sono viste all’opera negli ultimi tempi. Occorre distinguere.».


(Marco Follini, senatore e responsabile della comunicazione del Pd, il Riformista)




Ci risiamo, proprio come vent’anni fa. Chi ruba per il partito e non per sé, conserva una «sorta di onestà». E’ una tesi vecchia, appunto, ma viene utile ogni tanto tirarla fuori.


Come se non fosse il partito quello che ti permette di avere visibilità, portaborse, comparsate in tivù, dichiarazioni all’Ansa, insomma di esistere politicamente e mediaticamente.


Come se non fosse il partito quello che poi ti fa eleggere, quindi ti dà lo stipendio da parlamentare. Tu dai dei soldi illegali al partito, lui ti fa entrare e rimanere nella casta.


Questa sarebbe la «sorta di onestà» che il responsabile della comunicazione del Pd ci comunica, dopo i casi Penati e Lusi.

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