sabato 31 marzo 2012

Il capitalismo stupido

Il capitalismo stupido:
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Sergio Marchionne è molto arrabbiato perché le vendite di automobili in Italia sono crollate del 40 per cento.
Sarebbe forse utile che qualche suo collaboratore lo informasse del fatto che per vendere automobili, occorre che ci sia qualcuno che le compra.
E per comprare le automobili bisogna non solo avere un reddito, ma anche la prospettiva di tenerselo per i prossimi anni: vuoi per le rate, vuoi per la benzina, l’assicurazione, la manutenzione, quelle cose lì.
Se invece – grazie all’ideologia montista-marchionnista – si decide di tagliare i redditi reali e aumentare le insicurezze verso il futuro, toh, che strano, gli acquisti di auto calano.
Ora, io capisco che nel mondo ideale di Marchionne and company ci sono folle di precari, esodati, interinali, cassintegrati e licenziati per motivi economici che assaltano le concessionarie.
Ma, curiosamente, non accade. Forse perché la realtà è un po’ diversa dalle ideologie: compresa quella montista-marchionnista

giovedì 29 marzo 2012

La linea più veloce non è mai quella diritta

La linea più veloce non è mai quella diritta:
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Mi rendo conto, a volte, di essere figlio di una filosofia della storia ‘progressista’, nel senso etimologico della parola.


Voglio dire, mio nonno socialista mi aveva spiegato la storia dell’emancipazione degli operai partendo dalle 12 ore di lavoro per sei giorni e mezzo in condizioni bestiali, su su fino alle otto ore, il diritto di sciopero, il sabato festivo, lo Statuto dei lavoratori, la legge 626 e così via: sembrava evidente che la storia ‘andasse verso il meglio’.
All’università il mio buon professor Emilio Agazzi – la terra gli sia lieve- ci affascinava invece parlandoci di Kant, che pur rifiutando ogni eudemonismo necessario ed escatologico giudicava il genere umano capace di usare la sua libertà per un costante progresso verso il meglio e verso, ad esempio, la pace perpetua tra i popoli.
Ecco, però poi ogni tanto arrivano le marce indietro, le restaurazioni, i colpi di coda.
Ad esempio, i ruggiti rabbiosi di un iperliberismo allo sfascio come e più dell’aristocrazia europea all’inizio dell’Ottocento.
Oppure i tentativi delle burocrazie e degli establishment politici di riallungare la corda fra cittadini e delegati con leggi che garantiscano a se stessi la conservazione del potere: una mossa che – dopo l’elezione diretta del sindaco, la nascita delle primarie e soprattutto l’avvento della Rete – a me pare proprio un’improbabile retromarcia, antistorica e grottesca.
Ecco, allora mi viene in mente un altro docente che mi ha formato culturalmente, quello di Filosofia morale. Si chiamava Luciano Parinetto, morto anche lui una decina di anni fa. Parinetto era innamorato tra gli altri di Gotthold Ephraim Lessing, un filosofo tedesco del ‘700 che nelle nostre scuole di solito si studia poco o niente. E armato delle sue opere, ci spiegava per ore – e in modo assai più articolato di quanto non riesca a dirlo io – che la linea più veloce non è mai, ma proprio mai, quella diritta.

martedì 20 marzo 2012

Erano tutte cazzate

Erano tutte cazzate:
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Quindi, se passa la proposta del governo, per licenziare un lavoratore basterà che un’azienda – qualsiasi azienda – decida arbitrariamente che la mansione svolta da quel lavoratore non serve più, oppure che questa sia esternalizzata. Basterà una bella lettera, e a casa. E se il lavoratore farà ricorso a un giudice (ma solo in questo caso) potrà al massimo ottenere «un indennizzo».
Quindi era una clamorosa cazzata il famoso passaggio «dalla tutela del posto di lavoro alla tutela del lavoratore».
Ed era una clamorosa cazzata anche il famoso impegno a garantire che nel periodo di disoccupazione un lavoratore avesse modo di aggiornare il suo know how e tornare sul mercato con nuove e più vendibili capacità.
Erano tutte cazzate, e noi ce le siamo bevute.
Sinceramente ho un po’ paura per quello che potrà succedere, a tutti e ovunque, nella futura società disgregata e feroce del ’si salvi chi può’.

Il farabutto n.9 : "Lavoratori o schiavi: Fornero hai capito l'articolo 18?"

Il farabutto n.9 : "Lavoratori o schiavi: Fornero hai capito l'articolo 18?": Il farabutto n.9 : "Lavoratori o schiavi: Fornero hai capito l'articolo 18?"

lunedì 19 marzo 2012

TEMPESTA PERFETTA: LA GERMANIA NON E’ MAI STATA LA LOCOMOTIVA DELL’EU...

TEMPESTA PERFETTA: LA GERMANIA NON E’ MAI STATA LA LOCOMOTIVA DELL’EU...: L’affermazione che la Germania sia la locomotiva dell’eurozona è uno dei luoghi comuni più superficiali e falsi che viene ancora soste...

Grillo espelle anche i ribelli di Cento “Non potranno mai più usare il simbolo” | Giulia Zaccariello | Il Fatto Quotidiano

Grillo espelle anche i ribelli di Cento “Non potranno mai più usare il simbolo” | Giulia Zaccariello | Il Fatto Quotidiano

Crisi, lasciate perdere la cinghia - micromega-online - micromega

Crisi, lasciate perdere la cinghia - micromega-online - micromega

Il sindaco di Bari non ha nessuna intenzione di dimettersi

Il sindaco di Bari non ha nessuna intenzione di dimettersi:
Per noi baresi la cozza pelosa è la Monica Bellucci delle cozze. Sul lungomare, un tempo, si mangiava spettacolarmente cruda: un colpo di
coltello, una goccia di limone, un pezzo di pane d’accompagno: what
else? Di colpo, la mia amatissima cozza pelosa è tornata sulle prime
pagine grazie al sindaco di Bari, naturalmente. Che dio gliene renda
merito, a Emiliano. Quel gran figo di Emiliano. Il migliore dei sindaci,
Michele Emiliano, già tostissimo magistrato.

Capita che, dagli interrogatori di un criccaiolo spinto,
tal Degennaro, consigliere regionale Pd (ma va’) e imprenditore, emerga
nel capoluogo pugliese il solito quadro devastante dei rapporti tra
questi cosiddetti imprenditori e i cosiddetti pubblici ufficiali, i
quali sembra sgavazzassero allegramente tra viaggi e «donazioni». Ma per
questo ci sono magistrati che indagano. A noi, come dicevo, interessano
più che altro le cozze pelose.

Nei giorni di Natale suonano alla porta degli Emiliano. Apre la signora e si trova davanti un plastico 1:1 del mercato del pesce: 4
spigole giganti, 20 scampi, un certo numero di...



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I segreti della casta di Montecitorio: Milano, indagato Romano La Russa

I segreti della casta di Montecitorio: Milano, indagato Romano La Russa: L'assessore alla sicurezza della regione Lombardia, Romano La Russa, fratello di Ignazio, è indagato per finanziamento illecito ai parti...

sabato 17 marzo 2012

No alla dittatura del bilancio

No alla dittatura del bilancio:
Riprendo e sottoscrivo questo appello di Lanfranco Turci al Senato della Repubblica, affinchè non sia vietato per legge il pensiero di Keynes…
ART.81,SALVARE IL DIRITTO DEL POPOLO A INTERVENIRE

Nei giorni scorsi il Network per il socialismo europeo ( associazione che raccoglie circoli e militanti della sinistra impegnati per il rinnovamento e la riorganizzazione della sinistra italiana nell’ambito del socialismo europeo)ha deciso di provare a rompere il muro di silenzio che colpevolmente circonda le votazioni in corso nel Parlamento per modificare l’art. 81 della Costituzione. Abbiamo perciò deciso di rivolgere un appello ai Senatori della Repubblica affinchè sia salvaguardato il diritto del popolo di intervenire sulle modifiche della Costituzione. Com’è noto a tempi brevissimi il Senato sarà chiamato ad approvare in seconda lettura le modifiche all’art. 81 della Costituzione in materia di pareggio di bilancio. Si tratterà dell’ultimo passaggio previsto dall’art. 138 C. dal momento che la Camera del Deputati ha già effettuato le due votazioni previste e il Senato ha già votato in prima lettura il 15 dicembre scorso. Le modifiche si ispirano alle dottrine dominanti in questa fase della politica europea guidata dalle destre conservatrici e neoliberiste. Qualcuno ha scritto che queste modifiche equivalgono all’abolizione per legge del pensiero di Keynes. Altri hanno osservato che si tratta dell’ultimo omaggio offerto alle “idee fallite” che stanno alla base dell’attuale crisi. Non c’è dubbio che le implicazioni delle nuove norme proposte saranno molto rilevanti e ridurranno di molto le possibilità future di scelta delle politiche economiche e di sviluppo del nostro paese. Nè vale la scusante che si tratterebbe di norme lasche,che si potranno facilmente aggirare una volta che sia cambiato il clima politico-economico. Non è vero. Ma, se anche così fosse, ci sarebbe da essere allarmati per il modo irresponsabile di giocare sul testo costituzionale. Il nostro obiettivo non è comunque quello di sollevare all’ultimo momento una discussione di merito su questi cambiamenti costituzionali, dopo che per mesi si è votato in Parlamento senza nessuna eco nell’opinione pubblica, mentre in altri paesi europei su questi temi e sul connesso Fiscal Pact europeo si stanno sviluppando discussioni e confronti assai più vasti . Poniamo però ai Senatori una questione di coscienza e di democrazia. Riapprovando il nuovo articolo 81 con la maggioranza di due terzi escluderebbero la possibilità del pronunciamento del popolo attraverso il referendum confermativo. E’ ammissibile che ciò avvenga su un tema così importante? E’ ammissibile che ciò avvenga per opera di un Parlamento delegittimato dalla crisi politica e morale che sta squassando le nostre istituzioni? E’ ammissibile che i due terzi siano calcolati su assemblee parlamentari che, elette con una legge ipermaggioritaria, non rappresentano milioni di elettori che non hanno potuto far pesare il loro voto alle ultime elezioni politiche? Il Network per il socialismo europeo chiede dunque a tutti i senatori che avvertano la fondatezza delle nostre osservazioni di comportarsi nel voto in modo tale da evitare la maggioranza dei due terzi per lasciare la decisione finale al popolo sovrano.

Lanfranco Turci

mercoledì 14 marzo 2012

L'etica differenziata dello stato italiano

L'etica differenziata dello stato italiano:
Poi uno va a comprarsi le sigarette e si accorge che è diventato normale mettersi in coda alla cassa perchè davanti a lui ci sono quattro o cinque persone che grattano compulsivamente dei bigliettini di carta nell'illusione di portarsi a casa il gruzzolo che consentirebbe loro di cambiare vita.

E allora riflette, quello che era andato a comprarsi le sigarette, sul fatto che lo stato prima lucra allegramente sul fumo e sul gioco d'azzardo, e poi vorrebbe darci a bere che non sarebbe etico guadagnare sulla prostituzione e sulla droga: ragion per cui, in modo molto etico, delega la gestione di tali attività alla malavita organizzata.

Poi, curiosamente, c'è chi si lamenta del fatto che qualcuno, ad uno stato del genere, finisce per non credere più.



venerdì 9 marzo 2012

Invece di strepitare, forniteci il rendiconto

Invece di strepitare, forniteci il rendiconto:
Invece di annunciare querele contro Luigi Lusi, invece di preannunciare accurate relazioni della società di certificazione Kpmg, perchè i rappresentanti legali del partito-fantasma della Margherita (Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Giampiero Bocci) non fanno il piacere di comunicare in pubblico come e quanti soldi hanno speso negli ultimi cinque anni? Possibile che non si rendano conto del discredito in cui sono precipitati? Pensano davvero di cavarsela rinviando, confidando nella smemoratezza dei cittadini elettori per continuare a fare politica magari anche in una prossima legislatura?

Dall’esplosione dello scandalo dei soldi della Margherita è ormai passato un mese abbondante, nel corso del quale sono state promesse e annunciate rapide convocazioni degli organismi societari per rendere trasparenti le spese e deliberare la restituzione allo Stato dei soldi rimasti in cassa. Possibile che ci voglia tanto tempo? E perchè mei? E la direzione del Partito Democratico non ha forse interesse a sollecitare che il rendiconto avvenga in tempi ragionevoli?

lunedì 5 marzo 2012

I segreti della casta di Montecitorio: La lettera di Formigoni a Don Verzé: "Tutti i favo...

I segreti della casta di Montecitorio: La lettera di Formigoni a Don Verzé: "Tutti i favo...: Uno scambio epistolare di grande significato, quello tirato fuori dal libro "I segreti di don Verzé" che domani sarà in edicola col corrier...

I segreti della casta di Montecitorio: Ecco il parlamentare che non ha fatto mai nulla! U...

I segreti della casta di Montecitorio: Ecco il parlamentare che non ha fatto mai nulla! U...: " Massimo Nicolucci chi era costui!?".. viene naturale parafrasare Manzoni di fronte al più enigmatico (per non dire scansafatiche) dei no...

«Il valore democratico dei trattamenti economici»

«Il valore democratico dei trattamenti economici»:

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«Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica

Camera dei deputati

Roma


Roma, li 16 febbraio 2012


Quest’anno un’insidiosa campagna mediatica ha attaccato, con il pretesto dei costi impropri della politica, le nostre condizioni di parlamentari cessati dal mandato.



Noi abbiamo difeso l’istituzione parlamentare e chiarito il valore politico e democratico anche dei trattamenti economici, gettando luce sui dati reali e contrastando anche certi luoghi comuni sui presunti privilegi che per quanto ci riguarda sono inesistenti.




Il Convegno sui costi della politica ha avuto un buon risultato e crediamo che abbia contribuito a creare un clima diverso da quello della ‘caccia alle streghe’. (…)


Questa azione di contrasto all’antipolitica e al populismo che indeboliscono il sistema parlamentare e democratico richiede un nostro costante impegno anche sui temi politici più scottanti in agenda sui quali non possiamo tacere.


Il carico economico di questa attività grava totalmente sui nostri iscritti e le risorse restano limitate. Se vogliamo far sentire più forte la nostra voce abbiamo bisogno di ulteriori sostegni. La tua adesione all’Associazione con il modesto contributo di 15 euro mensili (…) aiuterebbe in modo più adeguato ad affrontare la spesa crescente.



Associazione Ex Parlamentari della Repubblica


La lettera è firmata dall’ex onorevole Gerardo Bianco (per i più giovani: potente capataz democristiano negli anni ‘80, già ministro dell’Istruzione con Andreotti, che si è fatto 9 legislature alla Camera e che adesso prende un vitalizio di 6.465 euro al mese); dal suo vice in questa meravigliosa associazione, Renzo Patria, anche lui potente ex democristiano poi passato a Forza Italia, già molto vicino ai produttori di sigarette, 5.800 euro di vitalizio al mese; dal segretario Antonello Falomi, ex dirigente del Pci, poi deputato di Rifondazione, attualmente responsabile per le Riforme del Sistema Radiotelevisivo dell’Italia dei Valori, 5.305 euro mensili di pensione; infine dal tesoriere Maurizio Eufemi, ex Dc, ex Cdu, ultimo partito pervenuto l’Udc, il più povero del gruppo con i suoi 3.244 euro al mese (dati sui vitalizi da qui).


Insomma, tutti insieme appassionatamente, a reclamare il «valore politico e democratico dei (loro) trattamenti economici», a combattere «l’insidiosa campagna mediatica che ha attaccato le loro condizioni di parlamentari cessati dal mandato», e a chiedere 15 euro.


Grazie a Luca Sappino che ha pubblicato la preziosa epistola.


Ps. La collega e amica Cristina Cucciniello mi fa presente che gli ex parlamentari solo di rimborsi viaggio hanno preso 800.000 euro di soldi pubblici, più altri rimborsi vari: pagina 63 del bilancio della Camera.




rrrrr


Ps.2 Ma lo sa Di Pietro, che tanto dice contro la Casta, che un suo dirigente firma ’sta roba?

Ricetta semplice: pesto di salvia e noci

Ricetta semplice: pesto di salvia e noci:
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Questa versione di pesto insolita e delicata è l'ideale per la pasta fresca!
Quando avrete voglia di condire la pasta con una salsa nuova che in pochi avrete già assaggiato, provate a realizzare questo pesto dal profumo inconfondibile; il sapore delicato della salvia abbinato a quello robusto del pecorino si sposerà perfettamente a qualsiasi tipo di pasta anche se io consiglierei di scegliere la pasta fresca, essendo più porosa si riempirà di gusto!
Ingredienti: patate 1, foglie di salvia 20 circa, gherigli di noce 40 g, pecorino stagionato grattugiato 50 g, parmigiano grattugiato 30 g, aglio 1 spicchio, olio evo, sale, pepe.
Preparazione: se non avete il classico pestello potete usare un frullatore ad immersione che renderà la realizzazione di questo pesto più rapida e semplice. Lessate la patata dopo averla sbucciata e lavata e schiacciatela con una forchetta. Frullate le foglie di salvia, unendo i formaggi grattugiati, la patata schiacciata, lo spicchio d’aglio spellato e le noci; durante quest’operazione unite olio a filo e alla fine aggiustate di sale e pepe. Mentre cuocete la pasta diluite il pesto con un mestolo d’acqua di cottura e, una volta cotta, saltatela in padella con il condimento.
Foto | Flickr
Ricetta semplice: pesto di salvia e noci é stato pubblicato su gustoblog alle 11:30 di lunedì 05 marzo 2012.