mercoledì 24 aprile 2013

Enrico Letta è un uomo educato

Enrico Letta è un uomo educato:
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Oggi faticavo a convincere una collega che Enrico Letta è un uomo educato, gentile, perfino gradevole nella conversazione – al netto di una leggera sonnolenza, s’intende.
Invece è anche così che Letta è arrivato all’incarico: attraverso quella tiepidezza nei modi che si sposa perfettamente con il suo essere amico di tutti.
Certo, più sono potenti più lui gli è amico, ma l’aria angelica Enrico non la dismette dal volto nemmeno se gli dai del pirla: perfino più rodato, in questo esercizio, del suo ben noto e berlusconiano zio.
Ovvio che per Napolitano, il migliorista Napolitano da sempre amante di ogni mediazione, rasenti la perfezione.
La perfezione nel mettere d’accordo tutti o quasi: il centrosinistra e il centrodestra fra loro, certo, ma anche dentro quel rissoso e un po’ spaventevole contenitore che si chiama Pd, le cui eruzioni interne hanno bruciato pochi giorni fa prima Marini e poi Prodi.
Si è poi già detto qui sotto di quanto sia pure perfetto – in questo quadro – il suo triplo asse preferenziale con il Vaticano (Cl compresa), con la diplomazia americana e infine con i poteri economici e quindi i famosi mercati.
Ma non pensate che Enrico Letta sia solo un democristiano nel midollo, di quelli che rifuggono il conflitto come regola di vita.
Sì, è anche questo. Ma c’è in lui tutta la lucida determinazione di uno che è nato e cresciuto frequentando il potere e quindi studiando come acquisirlo giorno dopo giorno, spicchio dopo spicchio, in modo quasi impercettibile. Con un convegno qui e una comparsata televisiva là. Con una telefonata a questo e una visita a quello. Andando la domenica in parrocchia e il lunedì alla City.
Si presenta come un papa Francesco, ma non cascateci: perché muove le leve come un Marcinkus.

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