mercoledì 29 febbraio 2012

I segreti della casta di Montecitorio: Calderoli: ben venti consulenti come ministro alla...

I segreti della casta di Montecitorio: Calderoli: ben venti consulenti come ministro alla...: Sbirciando nelle consulenze del vecchio governo arrivano notizie di tutti i tipi. Ma davvero! Anche da parte di chi si professava un tagli...

Il papà di Michel Martone non è uno "sfigato", anzi ha il doppio stipendio pubblico!

Il papà di Michel Martone non è uno "sfigato", anzi ha il doppio stipendio pubblico!:

Di sicuro non è uno "sfigato", secondo il simpatico appellativo lanciato dal figlio viceministro contro gli studenti universitari di 28 anni.

Ma Antonio Martone si sente sotto attacco. E si, perchè il governo vuole diminuire il budget in dotazione alla sua Civit (Commissione indipendente per la valutazione della trasparenza e dell'integrità nella pubblica amministrazione... sic!) da 4 a 2,4 milioni di euro e lui lancia il suo grido di dolore:" Così non ce la facciamo a fare il nostro lavoro!". Poverini, non ne sentiremo la mancanza , e nemmeno il governo se è vero che Passera ha creato una commissione fotocopia perchè evidentemente insoddisfatto dell'operato di Civit. Che perfino nell'ottenere dai principali manager pubblici la trasparenza on-line dei propri redditi non ha fatto una gran figura.

Sono clamorosi i casi come quello del Presidente dell'Inps Antonio Mastropasqua, che ha messo on-line solo lo stipendio dall'Inps di 209mila euro. Mentre si sa che il manager convoglia su di se ben 22 cariche (!) fra cui pure quella di vicepresidente di Equitalia e...



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lunedì 27 febbraio 2012

I frutti avvelenati della meritocrazia all’italiana - micromega-online - micromega

I frutti avvelenati della meritocrazia all’italiana - micromega-online - micromega

Dove ci vuol portare la signora Fornero

Dove ci vuol portare la signora Fornero:

elsa-fornero


Io credo che non sia ancora chiaro a tutti quello a cui stanno portando l’elegante sorriso e le commosse lacrime della signora Elsa Fornero.


Quando si arriva a dire che il welfare «era un sogno» e che anzi «l’unico vero welfare nella storia di questo paese l’hanno fatto San Giuseppe Benedetto Cottolengo e San Giovanni Bosco», si dice una cosa sola: che il welfare non è una questione di cui si deve occupare la società – attraverso lo Stato, gli enti locali o altro – ma è soltanto carità. Nuda, nudissima carità. A cui possono pensare, se ne hanno voglia, i benefattori e i santi, alla cui generosità quindi i ceti meno abbienti – ma anche i disabili, gli anziani e così via – devono rassegnatamente affidarsi.


La cultura che c’è dietro non è inedita, si sa: è quella che per semplicità possiamo chiamare ‘americana’ (o se volete ‘protestante’) in base alla quale lo Stato interviene il meno possibile nel riequilibrare la forbice tra ricchi e poveri, compito lasciato alla liberalità dei singoli, attraverso fondazioni o opere di beneficenza. Non è la comunità che deve occuparsi in qualche modo di scuole, ospedali, asili nido, sussidi di disoccupazione e così via. Sono i privati buoni, se ne hanno voglia.


E’ una filosofia che, ovviamente, non ha nulla a che fare con le ‘politiche sociali’ delle quali il ministro ha in teoria la delega. Anzi, è esattamente il suo contrario.


E qualcuno dice ancora che questo non è un governo di destra.

giovedì 23 febbraio 2012

I segreti della casta di Montecitorio: Severino e Casellati: a Cortina con la scorta negl...

I segreti della casta di Montecitorio: Severino e Casellati: a Cortina con la scorta negl...: A Cortina con la scorta... Mentre la guardia di finanza beccava un pò di evasori deluxe, in vacanza (di Natale) a Cortina c'erano anche l'a...

“Noi contro il gigante di Atlanta”, Coca Cola fa chiudere il blog italiano Coca Colla

“Noi contro il gigante di Atlanta”, Coca Cola fa chiudere il blog italiano Coca Colla: Il colosso di Atlanta diffida il team di un sito italiano. Motivo? “Il nome potrebbe far nascere confusione nei consumatori”. Ecco l’appello di Coca Colla Un paio di settimane fa abbiamo ricevuto da Coca-Cola Company due lettere di diffida legate al nome e al dominio del nostro blog. Nelle lettere venivamo sollecitati a chiudere il blog e a sospendere [...]

martedì 7 febbraio 2012

Una sorta di onestà

Una sorta di onestà:

marco follini


«E poi ci sono quelli che hanno violato le leggi sul finanziamento della politica, ma non hanno mai trattenuto un centesimo per se stessi. Gente che non può essere citata a modello, eppure ha conservato in fondo all’animo una sorta di onestà e non merita di essere confusa con alcune bande che si sono viste all’opera negli ultimi tempi. Occorre distinguere.».


(Marco Follini, senatore e responsabile della comunicazione del Pd, il Riformista)




Ci risiamo, proprio come vent’anni fa. Chi ruba per il partito e non per sé, conserva una «sorta di onestà». E’ una tesi vecchia, appunto, ma viene utile ogni tanto tirarla fuori.


Come se non fosse il partito quello che ti permette di avere visibilità, portaborse, comparsate in tivù, dichiarazioni all’Ansa, insomma di esistere politicamente e mediaticamente.


Come se non fosse il partito quello che poi ti fa eleggere, quindi ti dà lo stipendio da parlamentare. Tu dai dei soldi illegali al partito, lui ti fa entrare e rimanere nella casta.


Questa sarebbe la «sorta di onestà» che il responsabile della comunicazione del Pd ci comunica, dopo i casi Penati e Lusi.